Due papaveri rossi riposano a Egna

Da quasi un secolo due militari britannici riposano nel piccolo cimitero di Egna.


Fino all’11 novembre prossimo, la “Torre di Londra” resterà invasa e circondata da 888.246 papaveri rossi in ceramica, voluti dall’artista Paul Cummins per celebrare gli altrettanti caduti britannici della prima guerra mondiale. Due di questi fiori sono, quindi, dedicati anche al sergente Reginald Langley e al soldato Howarth Ambrose Castle, militari britannici che riposano da quasi un secolo nel piccolo cimitero di Egna.
Le due bianche lapidi sono ancora oggi perfettamente conservate grazie al lavoro della “Commonwealth War Graves Commission” (La commissione dei cimiteri di guerra del Commomwealth) che si occupa di ogni singola tomba dei caduti del Commonwealth durante la prima e seconda guerra mondiale. La particolare attenzione e cura che i britannici dedicano ai loro caduti in guerra, ha anche permesso di ricostruire parte della biografia dei due soldati seppelliti nel piccolo cimitero della Bassa Atesina.
Del sergente Reginald Langley, purtroppo, si sa solo che era nato a Shipston-Stour, un paesino di quattromila abitanti della contea del Warwickshire, nell’Inghilterra centrale. È uno dei pochissimi di cui il suo reggimento, il “Glouchestershire”, non è riuscito a stabilire la data di nascita, quella di morte, invece, è incisa sulla lapide in granito bianco del cimitero: 15 luglio 1918. 
Molto di più si riesce a sapere, invece, del soldato  Howarth Ambrose Castle, morto a soli 19 anni.  Era il figlio unico di Catherine ed Edward, il postino del paese. La famiglia risiedeva in St. Nicholas Road a Littlestone-on-sea, in una casa a poche centinaia di metri dalle rive del Canale della Manica, proprio di fronte alla costa francese. Howarth era una piccola promessa del calcio e per due anni era stato il capitano della squadra della sua scuola fino a che, all’età di 17 anni e 290 giorni, non era stato arruolato nell’esercito. Dopo le visite mediche e l’addestramento, il 5 settembre 1917, partì per la Francia dove rimase per circa due mesi. Il 20 novembre dello stesso anno venne trasferito in Italia, per l’esattezza a Legnago, dove iniziò la sua guerra sul fronte italiano, in particolare sul Piave. Sette mesi dopo, il 29 giugno del 1918 venne fatto prigioniero dall’esercito austriaco e rinchiuso in un campo di prigionia dove si ammalò di una terribile influenza, “la spagnola”, il virus che uccise decine di milioni di persone in tutto il mondo. Il 25 luglio si prese anche la vita del soldato Howarth Ambrose Castle, il diciannovenne figlio del postino di Littlestone-on-sea.