Lino e i Mistoterital: un bolzanino alla corte del rock bolognese

Nei lontani anni Ottanta, quando la scena rock bolognese stava vivendo probabilmente il suo momento magico, l’allora studente bolzanino Bobbi Gualtirolo si trovò coinvolto in prima persona in una delle più belle e divertenti realtà di quella scena.


Nei lontani anni Ottanta, quando la scena rock bolognese stava vivendo probabilmente il suo momento magico, l’allora studente bolzanino Bobbi Gualtirolo si trovò coinvolto in prima persona in una delle più belle e divertenti realtà di quella scena epigona della stagione di fine anni Settanta, che aveva visto sbocciare gruppi come Skiantos, Windopen e Gaznevada.
Gualtirolo, assieme ad un paio di compagni di studio e ad altri amici conosciuti nella Bassa Padana, è stato uno dei fondatori di Lino e i Mistoterital, il primo gruppo tessile della storia del rock italiano – come amavano definirsi – e come gli altri componenti del gruppo (Ted Nylon, Phil Anka, Ronnie Shetland), anche Gualtirolo optò per un nome de plume per così dire tessile, diventando Bob Rodiatoce. Per quasi dieci anni il gruppo ha suonato in giro per l’Italia, approdando persino sul secondo canale televisivo della RAI, calcando gli stessi palchi di gruppi come i Gang e Party Kidz e riscuotendo sempre entusiastiche recensioni per le contagiose esibizioni live.
“Era un po’ il problema che avevamo – ricorda oggi Gualtirolo – nei dischi non si poteva vedere quello che facevamo sul palco: i cambi di costume, i gadget che Ted Nylon tirava fuori dal suo borsone, le pantomime. La gente probabilmente non ci ascoltava mai seriamente quando eravamo sul palco, prestavano tutti più attenzione alle puttanate di Ted. Nel corso della nostra esperienza come gruppo, abbiamo tenuto oltre trecento concerti, concentrati soprattutto attorno all’uscita dei nostri due dischi, nel 1988 e nel 1991, abbiamo dato alle stampe una fanzine e c’era anche un fanclub con circa duecentocinquanta tesserati”.
Prima dei due dischi a cui fa cenno Gualtirolo però, Lino e i Mistoterital avevano registrato nel loro rifugio della Bassa, a San Pietro in Casale, ben tre demo che venivano distribuiti brevi manu durante i concerti.
“Credo che la vera essenza – prosegue Gualtirolo –, il vero suono del gruppo sia proprio quello contenuto in quei tre rudimentali nastri registrati tra il 1984 ed il 1987, sono quelli realizzati dalla formazione originale, quando oltre al fatto di suonare c’era anche un affiatamento dovuto all’amicizia che ci legava”.
Ora, grazie all’interessamento dell’etichetta romagnola Fonoarte, quei tre storici demo sono stati ripescati dal dimenticatoio, ripuliti e stampati su un godibilissimo CD intitolato Fischi per nastri contenente ben 23 delle canzoni incluse nelle vecchie cassette.
Si tratta della prima parte di un’operazione di recupero che dovrebbe concludersi con la ristampa in CD anche dei due dischi ufficiali usciti in origine su glorioso vinile.
“Riascoltare oggi queste registrazioni – conclude il musicista bolzanino – è una soddisfazione, ho sempre pensato che quelle versioni delle canzoni, alcune mai incluse sui dischi ufficiali, rendessero bene l’idea di ciò che eravamo. Inoltre, il lavoro di mastering è stato notevole, innanzitutto Fischi per nastri non suona assolutamente anni Ottanta, come non lo suonavamo noi all’epoca d’altronde e, tenendo conto che si tratta di demo registrati dal nostro amico Gianni Fini nel suo piccolo studio, il risultato è incredibile. Penso che in qualche modo renda giustizia a quella che era l’idea musicale del gruppo originale, dimostrando soprattutto che il nostro rock’n’roll – perché quella era la nostra musica di riferimento – continua ad avere un senso anche ascoltato a trent’anni di distanza”.