Antonio Molinari classe 1967, gareggia col team Atletica Trento CMB alle gare FIDAL, partecipa anche alle competizioni organizzate dal CSI nel team Cinque Stelle Seregnano. In trent’anni di carriera come atleta non professionista ha vinto tutti i titoli, nazionali e internazionali, nella specialità della corsa in montagna... A piedi, ma anche con le ciaspole.
Molinari, com’è nata la Sua passione per l’atletica?
Nel 1981 Mariano Scartezzini di Seregnano, uno dei migliori specialisti dei 3000 m siepi al mondo, vinse la Coppa Europa. Stimolati da quell’impresa, alcuni sportivi del paese decisero di rifondare l’ormai disciolta US 5 Stelle per avvicinare i giovani all’atletica leggera. Fra queste persone vi era Giorgio Facchinelli, cui devo il mio ingresso in quel team ,con il quale tuttora partecipo alle competizioni organizzate dal CSI. All’epoca avevo 14 anni e da allora non mi sono più fermato.
Trent’anni d’attività...
Sì, con 812 gare disputate, 377 vittorie, 583 piazzamenti, mai un ritiro. A livello di titoli ho ottenuto 1 mondiale, 3 europei, 8 campionati italiani, 12 coppe del mondo e 6 coppe Europa con l’Italia. Ho collezionato 29 maglie azzurre assolute più due categoria junior.
Il bilancio del 2011?
Su 38 gare disputate ne ho vinte 11, piazzandomi 8 volte secondo e 4 volte terzo.In estate ho vinto il titolo mondiale di corsa in montagna categoria M/M40, il circuito Montagne Trentine per la quinta volta. Poi le vittorie nella S. Lorenzo in Banale-R. Cacciatore, nell’Aldeno-Garniga, nella S. Giacomo-Altissimo, nella S-Ciampada, nella gara di Castione di Brentonino, nella 55ª Laives-Pietralba una delle più vecchie gare d’Italia e nella maratonina in montagna a Malonno con il record di vittorie, 8. Ho partecipato ai campionati del CSI, vincendo il provinciale di corsa in montagna individuale e di corsa in montagna a staffetta con Nicola Bertoldi.
Con le ciaspole, invece?
Ho vinto per la quarta volta consecutiva la Schnearoaf a Folgaria, 2° alla Ciaspoleda a Livigno, alla Ciaspingo a Campiglio e alla Ciaspo Vezzena a Luserna, 3° alla Ciaspolera in Bondone, alla Cispodolomitica di Padola e alla Valgardenaciasp.
Progetti per il futuro?
Due anni fa medidavo di ritirarmi, ma finché avrò stimoli continuerò a correre.
Il Suo segreto?
Ovviamente l’allenamento, ma bisogna essere molto motivati, avere una grande costanza e spirito di sacrificio. Doti che, purtroppo, a molti giovani d’oggi un po’ mancano ed è per questo che sono pochi ad affermarsi in questo magnifico sport.
La vittoria più bella?
Il mondiale vinto nel 1996 in Austria, perché in quell’occasione conobbi mia moglie Francesca che era l’interprete del team Italia.
A chi dedica i Suoi successi?
A mia moglie e ai miei figli Ester, Chiara ed Emanuele, a mamma Gemma, a mia sorella Patrizia che lavora con me in negozio, a mio fratello Massimo, a Giorgio ispiratore da sempre, a Luciano Magnano massaggiatore, al dott. Roberto Riccamboni, agli amici e agli organizzatori delle varie manifestazioni nonché ai miei sponsor.