La fondazione della Banda Civica di Borgo Valsugana risale all’inizio dell’800. Ecco la storia di questo straordinario sodalizio musicale, che oggi continua la propria intensa attività con rinnovato entusiasmo, grazie anche ai nuovi costumi storici presentati l’estate scorsa.
Con una grande cerimonia svoltasi lo scorso 28 agosto 2011 presso l’Auditorium del Polo Scolastico Alcide Degasperi di Borgo Valsugana, la Banda Civica di Borgo è stata dotata dei nuovi Costumi Storici alla presenza di numerose autorità: lo storico Helmut Rizzolli, docente presso l’Università di Innsbruck che ha eseguito una ricerca storica che va a scovare le origini della banda precedenti addirittura al 1848, coadiuvato da Carlo Guazzo, l’assessore provinciale alla cultura Franco Panizza attraverso il quale è stato possibile ottenere gran parte del finanziamento della spesa, il presidente delle Federazione delle Bande Claudio Lucchini, il primo cittadino di Borgo Fabio Dalledonne con altri sindaci e autorità della valle. Al termine i bandisti hanno tenuto un concerto indossando il nuovo costume storico del paese. La presenza di questo complesso musicale nel grosso centro valsuganotto costituisce un vero e proprio patrimonio culturale non solo per Borgo ma anche per tutta la Bassa Valsugana.
Gli albori
La storia della Banda Civica di Borgo Valsugana, così come riportata anche in alcuni scritti dell’epoca, risale all’inizio dell’Ottocento. La Guardia civica istituita per “conservare quiete ed ordine”, affiancata da un piccolo gruppo di musici, costituiva il primo nucleo della futura Banda. Tale nucleo, come altri formatisi in quel periodo in tutta Europa ispirandosi ai modelli francesi, veniva comunemente chiamato “musica turca” poiché la presenza degli strumenti a fiato e a percussione imitava le formazioni musicali dei “Giannizzeri” (soldati turchi). Così anche Borgo ebbe la sua Banda dal nome esotico.
Don Armando Costa, nella sua preziosa opera “Ausugum”, parla della Banda cittadina presente “all’esercizio a fuoco tenuto dalla Guardia civica sulla palude alla presenza del Conte Malfatti di Trento il 10 maggio 1808”, e di un altro intervento compiuto dallo stesso complesso in occasione dell’innalzamento in aria di un pallone aerostatico sulla palude di Borgo il 10 luglio 1810. Nella sua denominazione di complesso musicale, più simile all’attuale, si ha notizia di una messa cantata in occasione dei festeggiamenti organizzati per il sodalizio dell’Imperatrice, nel febbraio del 1813, durante la quale interviene la formazione musicale riconducibile al concetto odierno di banda. È questo l’anno a cui si attribuisce la nascita di questo complesso. La banda nel 1845 prende parte alle celebrazioni per il centenario del Concilio di Trento e nel 1852 accompagna suonando, il Luogotenente del territorio tirolese arrivato in visita nel nostro distretto. Borgo però vivrà un momento tragico a causa del grave incendio scoppiato nel 1862, che distruggerà gran parte del paese. Anche la storia della banda si arresterà davanti alle fiamme e riprenderà a riorganizzarsi nel 1870. Nello stesso anno il municipio firma il primo statuto, si fa carico del maestro Damiano Cofler per i primi quattro anni, e assegna alla banda un contributo per le spese sociali. Le norme dello statuto saranno poi ritoccate e approvate nel testo definitivo dal Consigliere Aulico, il 22 dicembre 1881.
Tra i due conflitti
Siamo agli inizi del ‘900, pare nel 1903, quando in un concorso la banda si aggiudica il primo premio, con grande soddisfazione del presidente Carlo de Bellat. Si arriva così al 1911 quando si costituisce la “Banda Sociale di Borgo”. Vengono eletti il primo presidente Giovanni Regensburger, e i quattro deputati Giuseppe Bosisio, Ermete Fezzi, Emilio Regensburger, Mentore Fezzi. Un periodo d’intensa attività sarà il decennio dal 1920 al 1930, sotto la direzione di Ferruccio Rigo; poi, un po’ alla volta, si va scivolando verso la crisi provocata dagli eventi bellici, che soffoca gli entusiasmi di un complesso cresciuto in un clima musicale di grande prestigio, all’insegna di ritmi riecheggianti atmosfere asburgiche.
Il dopoguerra
La ricostruzione del dopoguerra è firmata dai superstiti della vecchia formazione e dalla bacchetta di Ettore Galvan, al quale subentreranno Emilio Cella e Germano Michelon, un portalettere che studia violoncello a Trento. Michelon ha però bisogno di un certo tempo per prendere confidenza con le partiture e pertanto chiede a Carlo Cima di sostenerlo per i primi tre mesi guidando le prove. Carlo Cima aveva trascorso molte giornate nella sede al primo piano della caserma dei pompieri a copiare intere sinfonie per tutti gli strumenti.
La sospensione
Purtroppo c’è sempre da risolvere il problema finanziario ed è Ettore Galvan il 21 giugno 1954 che, insieme ad altri undici amici di un comitato organizzatore, durante una riunione spiega che la Banda può proseguire la sua attività purché il Comune intervenga finanziariamente. I risultati però non saranno positivi come si era sperato, visto che sette anni dopo, nel giugno 1961, viene sancita la fine dell’attività per una serie di motivi, primo fra tutti quello economico. A Telve, viceversa, rinasce ciò che a Borgo muore. Con l’inserimento di elementi provenienti dalla Banda di Borgo, la formazione di Telve si rafforza notevolmente sotto la direzione di Pietro Campestrin. Siamo già negli anni Settanta. Le prove si fanno a Telve, ma un po’ alla volta l’entusiasmo cala. A Borgo l’idea di riappropriarsi dell’antica paternità si fa sempre più viva.
La rinascita
Così la Banda assume una dimensione comprensoriale, diventando la “Banda della Bassa Valsugana” e ricordandosi del vecchio maestro si ricostituisce come “Corpo musicale Ferruccio Rigo”. Gli anni successivi sono all’insegna di un’intensa attività. Si suona a Schwaz in Austria, a Stivor in Jugoslavia, per gli eredi degli emigrati valsuganotti di un secolo prima. Nel 1980 la sede ritorna a Borgo.
Nel 1986 la Banda si fa affiancare da un corpo di majorette che daranno nuovo vigore ed entusiasmo al sodalizio sotto la guida del responsabile tecnico Mirco Prati.
Verso il Duemila
Nel 1993 assume il nome di “Banda Civica di Borgo Valsugana – Ferruccio Rigo” sotto la direzione del maestro Bruno Wolf e del presidente Giorgio Zottele.
Questo nuovo sodalizio raccoglie l’eredità ideale di tutte le formazioni musicali che operarono nei principali centri di fondovalle della Bassa Valsugana, a partire dagli inizi del secolo fino agli anni Sessanta.
Importanti per il futuro si sono rivelati il forte ringiovanimento dell’organico poiché la metà dei suonatori è al di sotto dei 29 anni pur con la presenza preziosa di adulti e “vecchie leve”.
Elementi fondamentali sono anche la formazione di una banda giovanile, la grande armonia all’interno del complesso, la dedizione dei bandisti, il grande successo dei corsi allievi con più di 40 nuove iscrizioni, l’interessamento dei genitori e la concreta vicinanza dell’amministrazione comunale e della comunità di Borgo Valsugana.
Oggi la Banda Civica di Borgo Valsugana annovera tra le sue file 45 elementi diretti sapientemente dal 2003 dal maestro Alessio Tasin e dal presidente Walter Simoni.
Anche un articolo comparso sul giornale “Dolomiten” elogia il costume tradizionale della Banda di Borgo, vetrina e biglietto da visita per l’interno Trentino, portato con fierezza ed orgoglio.
Va ricordato che la Banda è un’associazione che comprende diverse classi e ragioni sociali, dai giovani studenti agli universitari, dai professionisti e persone adulte già da tempo inserite nel mondo del lavoro ai pensionati.
La Banda è viva, all’interno di essa i giovani provenienti da tutti i comuni limitrofi creano la linfa vitale che si aggiunge all’esperienza dei suonatori veterani. Al suo interno troviamo famiglie intere, allievi giovanissimi e perfino dei nonni.